Oralità e poesia

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Allen Ginsberg al Festival  dei poeti di Castelporziano, 1979

Su Nazione Indiana è stato pubblicato un estratto dall’ultimo libro di Luigi Cinque, che si può intendere (l’estratto) come una critica del reading di poesia “microfono-e-leggio” ed insieme come una considerazione generale sull’oralità in ambito poetico. Argomento degno di nota, a un anno da Bob Dylan Nobel per la letteratura e in un periodo in cui il reading e lo slam sono visti, in alcuni contesti, come la rivoluzione copernicana che salverà la poesia. Continua a leggere “Oralità e poesia”

Poesia e visualità in nuce

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Il Calligramma più grande del mondo, Museu Valencià d’Etnologia, Valencia.

La poesia ha una forte componente visiva. Proprio l’aspetto visivo del testo infatti ci permette di capire che non abbiamo a che fare con un’opera in prosa: la disposizione verticale dei versi impone una certa cadenza, un certo stile di lettura e delle competenze che ci permettono di contestualizzare quello che stiamo leggendo.

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